La Macedonia del Nord ha intensificato le pressioni sulla Bulgaria affinché consegni una cittadina di 23 anni con doppia nazionalità, arrivata a Sofia nonostante un provvedimento giudiziario che le vietava di lasciare il Paese. La vicenda ha aperto un nuovo contenzioso diplomatico tra i due Paesi vicini, incentrato sul diritto alle cure mediche e sull’applicazione delle decisioni giudiziarie.

Un tribunale di Kočani ha disposto per Iva Mihaylova 30 giorni di custodia cautelare e ha emesso un mandato di arresto internazionale. Il governo della Macedonia del Nord ha accusato la Bulgaria di minare la fiducia reciproca e di interferire nel proprio sistema giudiziario, mentre le autorità bulgare sostengono di non aver avuto alcun ruolo nell’organizzazione della sua partenza.

La Bulgaria, tuttavia, non è automaticamente obbligata a consegnare una propria cittadina: a seconda della legislazione nazionale e degli accordi giuridici applicabili, gli Stati possono rifiutare l’estradizione dei propri cittadini. In questo caso, inoltre, non si applica il mandato d’arresto europeo, poiché la Macedonia del Nord non è membro dell’Unione europea.

Il ministero degli Esteri della Macedonia del Nord ha convocato Zhelyazko Radukov, ambasciatore bulgaro a Skopje, al quale è stata consegnata una nota diplomatica. Il ministero ha affermato che le modalità con cui Mihaylova è stata accolta a Sofia, compresi gli appelli affinché fosse ricevuta ad alto livello, rappresentano una provocazione e contrastano con gli sforzi volti a sviluppare relazioni di buon vicinato.

Skopje ha inoltre sostenuto che la nazionalità o il possesso di una seconda cittadinanza non dovrebbe esonerare nessuno dal rispondere davanti alle autorità competenti. La Macedonia del Nord ha dichiarato che informerà le istituzioni internazionali, in particolare quelle dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa, sul caso.

Il vice primo ministro della Macedonia del Nord, Aleksandar Nikoloski, ha affermato che il Paese si aspetta che la Bulgaria, in quanto membro della NATO e dell’Unione e democrazia basata sullo Stato di diritto, consegni le persone ricercate dalle sue autorità affinché possano rispondere davanti alla giustizia. Nikoloski ha definito la partenza di Mihaylova una “classica fuga dalla giustizia”.

Un incidente mortale e la disputa sulle cure mediche

Mihaylova è sotto processo nella sua città natale di Kočani per un grave incidente stradale avvenuto nell’ottobre 2025, nel quale ha perso la vita il 33enne Besim Durmishi e sono rimaste ferite diverse persone, tra cui la stessa Mihaylova.

Secondo la procura, Mihaylova viaggiava a velocità eccessiva e aveva invaso la corsia opposta. La difesa contesta le accuse e sostiene che le perizie forniscano una ricostruzione diversa dell’incidente.

Dopo l’incidente, il tribunale ha imposto a Mihaylova restrizioni che le impediscono di lasciare la Macedonia del Nord. Da allora, le sue condizioni di salute sono peggiorate e la giovane ha chiesto più volte il permesso di recarsi in Bulgaria per ricevere cure mediche specialistiche che, secondo quanto da lei dichiarato, non sono disponibili a Skopje. Mihaylova ha affermato che i medici macedoni hanno confermato un aggravamento delle sue condizioni e la necessità di sottoporsi urgentemente a cure all’estero.

A settembre, Mihaylova ha dichiarato di aver ricevuto otto dinieghi alle sue richieste di lasciare il Paese per motivi sanitari. Ha inoltre denunciato violazioni dei propri diritti umani e di non sentirsi al sicuro, sostenendo che la polizia avrebbe perquisito la sua abitazione senza documentazione e che persone e droni avrebbero sorvegliato la proprietà.

Il caso aveva già attirato l’attenzione della politica bulgara. Rappresentanti di diversi partiti bulgari, tra cui Bulgaria Progressista e GERB, hanno partecipato alle udienze in Macedonia del Nord per sostenere la richiesta di Mihaylova di poter ricevere cure all’estero. Il tribunale ha tuttavia confermato le restrizioni alla libertà di movimento.

Resta controverso il modo in cui è arrivata in Bulgaria

Mihaylova ha dichiarato di aver attraversato il confine insieme al suo avvocato bulgaro, Nikolay Dimitrov, utilizzando la carta d’identità macedone sul lato della Macedonia del Nord e quella bulgara al momento dell’ingresso in Bulgaria.

Secondo il suo racconto, le guardie di frontiera erano a conoscenza della sua identità ma non l’hanno fermata. Dimitrov ha raccontato ai media bulgari di aver parlato per circa 20 minuti con le guardie di frontiera macedoni e che queste li avrebbero aiutati ad attraversare il confine. L’avvocato ha riconosciuto che il loro comportamento potrebbe configurare una violazione delle restrizioni imposte a Mihaylova, sostenendo però che la necessità di ricevere cure mediche dovesse avere la precedenza.

Il ministero dell’Interno della Macedonia del Nord ha invece dichiarato che il sistema di controllo delle frontiere non contiene alcuna registrazione dell’uscita di Mihaylova dal Paese. Le circostanze dell’attraversamento del confine rimangono quindi poco chiare.

Le autorità bulgare hanno dichiarato di non aver partecipato all’organizzazione della sua partenza, senza tuttavia fornire dettagli sulle modalità con cui Mihaylova ha attraversato il confine. Il ministero degli Esteri bulgaro ha affermato il 12 ottobre di non essere stato informato in anticipo delle azioni intraprese da Mihaylova, dalla sua famiglia o dal suo avvocato e di non aver partecipato all’organizzazione del suo arrivo. L’avvocato aveva contattato il ministero poco prima di rilasciare una dichiarazione pubblica.

Il ministero ha dichiarato che la Bulgaria ha costantemente sostenuto gli sforzi per garantire a Mihaylova le cure necessarie e che continuerà a fornire assistenza nei limiti delle proprie competenze. L’équipe medica dell’ospedale d’emergenza Pirogov di Sofia dovrà valutare le sue condizioni e stabilire le cure necessarie.

Anche la presidente bulgara Iliana Iotova ha dichiarato di non essere stata informata in anticipo e di non sapere come Mihaylova fosse rientrata in Bulgaria. Ha affermato di volerla incontrare alla prima occasione utile, osservando che molti aspetti della vicenda restano ancora da chiarire.

Crescono le tensioni politiche

L’opposizione macedone dell’Unione socialdemocratica (SDSM) ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno Panče Toškovski, sostenendo che l’arrivo di Mihaylova a Sofia sarebbe stato organizzato dalle autorità.

Il partito ha fatto riferimento alla recente visita a Sofia del ministro degli Esteri della Macedonia del Nord, Timčo Mučunski, e ha chiesto che venga accertata la responsabilità di coloro che avrebbero consentito a Mihaylova di lasciare il Paese. L’SDSM, tuttavia, non ha fornito prove che dimostrino un coinvolgimento del governo nell’organizzazione della sua partenza.

La prossima udienza del processo a Kočani è fissata per il 9 novembre. Alla domanda se intendesse tornare in Macedonia del Nord per partecipare al procedimento, Mihaylova ha risposto che il processo sarebbe proseguito con o senza di lei e che resta da vedere come si svilupperà la vicenda.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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